Lavaggio e conservazione dei capi in lana
La lana è uno dei tessuti più apprezzati per il suo comfort e per la sua capacità di offrire calore naturale anche nei mesi più freddi.
Ma per mantenerla bella e morbida nel tempo, è fondamentale seguire attentamente le giuste pratiche di lavaggio e conservazione.
Che cos'è la lana e perché richiede cure speciali
La lana è una fibra naturale ottenuta dalla tosatura delle pecore, capace di trattenere il calore e lasciare traspirare la pelle.
Questa naturale struttura delicata la rende sensibile a sbalzi di temperatura, attriti e prodotti chimici aggressivi.
Se trattata nel modo sbagliato, può facilmente infeltrirsi, restringersi o perdere la sua forma originale.
Per questo è importante conoscere a fondo come prendersene cura, dalla scelta del detergente fino alla sistemazione nell'armadio.
Come lavare i capi in lana in sicurezza
La prima regola d’oro per il lavaggio della lana è: evitare qualsiasi azione o prodotto che possa aggredire la fibra.
Che si lavi a mano o in lavatrice, bisogna sempre seguire le istruzioni riportate sull’etichetta del capo.
Lavaggio a mano: delicato ma sicuro
È spesso il metodo più sicuro, soprattutto per maglioni, sciarpe e altri capi delicati.
- Riempire una bacinella con acqua tiepida (non superiore a 30°C).
- Aggiungere un detergente specifico per lana, meglio se liquido e senza enzimi aggressivi.
- Immergere il capo e lasciarlo in ammollo per circa 5 minuti, senza strofinare.
- Muovere delicatamente il capo nell’acqua, poi risciacquare con acqua alla stessa temperatura.
- Non strizzare: tamponare con un asciugamano pulito e arrotolare per eliminare l’eccesso d’acqua.
Lavaggio in lavatrice: solo con i giusti accorgimenti
I modelli di lavatrice più recenti includono programmi per capi in lana certificati Woolmark.
Se si sceglie questa modalità, ecco alcune precauzioni fondamentali.
- Utilizzare esclusivamente il programma lana, se disponibile.
- Impostare una centrifuga leggera (max 400-600 giri).
- Utilizzare un detergente per lana, preferibilmente in formato liquido.
- Lavare i capi a rovescio possibilmente dentro un sacchetto protettivo.
Ignorare queste precauzioni può causare danni irreversibili, come l’infeltrimento o il restringimento del capo.
Asciugatura e stiratura: fasi spesso sottovalutate
Dopo il lavaggio, la fase dell’asciugatura è cruciale per preservare la forma originale del capo.
La lana non dovrebbe mai essere esposta a fonti dirette di calore come termosifoni o asciugatrici tradizionali.
- Stendere il capo in piano su un asciugamano pulito, in una zona ventilata ma lontana dalla luce solare diretta.
- Modellare con le mani per mantenere la sua forma originaria.
- Girare il capo ogni 8-10 ore per garantire una asciugatura omogenea.
Per quanto riguarda la stiratura, meno si stira un capo in lana, meglio è.
Se proprio necessario, utilizzare il vapore a bassa temperatura o stirarlo con un panno umido tra il ferro e il capo.
Mai appoggiare il ferro caldo direttamente sulla lana: si rischeresti di bruciarla o rovinarne l’aspetto.
Conservazione corretta dei capi in lana
Una buona conservazione è indispensabile per proteggere la lana da umidità, tarme e deformazioni.
Molti sottovalutano questa fase, ma una conservazione sbagliata può rovinare anche i capi più pregiati.
Ambiente e piegatura ideali
I capi in lana vanno conservati piegati e mai appesi, poiché il peso della fibra potrebbe deformarli nel tempo.
Evita gli appendiabiti, soprattutto per i maglioni e i capi pesanti.
Scegli sempre ambienti asciutti: l’umidità favorisce muffe e cattivi odori.
Puoi riporli in scatole di cartone traspiranti, sacchetti in cotone o contenitori con fori per la ventilazione.
Come proteggerli dalle tarme
Le tarme sono nemiche naturali della lana.
Prediligono ambienti chiusi, poco ventilati e bui.
Ecco alcuni metodi efficaci per proteggere i capi in lana durante i mesi in cui non si utilizzano:
- Inserire sacchetti di lavanda, cedro o canfora negli armadi o contenitori.
- Assicurarsi che i capi siano perfettamente puliti prima di riporli, perché il sudore e le tracce di cibo attirano gli insetti.
- Utilizzare box traspiranti e ispezionare regolarmente l’interno degli armadi.
Un capo in lana pulito e ben conservato può durare anche decenni senza perdere qualità.
Una storia reale: l'importanza della cura continua
Anna, proprietaria di una piccola tintoria familiare in Toscana, racconta spesso ai suoi clienti l'aneddoto di una cliente che portò un maglione in lana merinos regalato dal nonno negli anni '70.
Il capo, nonostante l’età, era in condizioni impeccabili: morbido, elastico, ancora profumato di pulito.
La cliente raccontò ad Anna che quel maglione veniva lavato sempre a mano con sapone di Marsiglia, asciugato all’ombra e conservato tra strati di carta velina profumata alla lavanda.
Un gesto d’amore verso il capo, ma anche verso il ricordo affettivo che rappresentava.
Nel laboratorio di Anna, il maglione fu trattato con una semplice igienizzazione a vapore e tornò a nuova vita, pronto per essere indossato in una cerimonia speciale.
Questa storia non convince solo dell’importanza delle tecniche, ma anche del valore emotivo dei gesti di cura quotidiana.
Curare la lana è un atto di rispetto verso i materiali naturali e verso le storie che gli abiti custodiscono.
Domande frequenti sulla cura della lana
Posso usare l’ammorbidente?
Meglio di no.
Gli ammorbidenti tradizionali tendono a inglobare le fibre e a ridurne la traspirabilità.
Per ammorbidire naturalmente la lana, basta aggiungere un cucchiaio d’aceto bianco durante il risciacquo finale.
Ogni quanto si deve lavare un capo in lana?
La lana non assorbe facilmente gli odori, quindi non è necessario lavarla dopo ogni utilizzo.
In genere è sufficiente dopo 4-5 indossi, a meno che non sia realmente sporca.
Perché i capi in lana fanno pallini?
Il pilling è un fenomeno naturale causato dallo sfregamento della fibra.
Per ridurre l’effetto è utile indossare con attenzione il capo ed evitare borse o accessori che lo strofinano continuamente.
Esistono rasoi creati appositamente per eliminare i pallini in modo sicuro.
Che temperature usare per stirare la lana?
Mantenere il ferro a bassa temperatura e utilizzare sempre il vapore o un telo intermedio.
Non stirare mai direttamente a secco, si rischia di bruciare le fibre.
Una buona tecnica è appendere il capo nel bagno mentre si fa la doccia, lasciando che il vapore naturale rilassi le pieghe.
In conclusione, la lana è una fibra nobile che merita attenzione in ogni fase, dal lavaggio alla conservazione.
Bastano pochi accorgimenti per garantire anni di uso confortevole e senza problemi.
Le tintorie e lavanderie professionali possono offrire un prezioso aiuto per trattamenti specifici come la rigenerazione delle fibre o l’igienizzazione delicata.
Affidarsi a mani esperte preserva non solo il valore dei capi, ma anche le storie affettive che spesso essi racchiudono.
Curare la lana è molto più che una questione di pulizia: è una forma di rispetto per la qualità e per l’ambiente.
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